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Essere mamma

Spannolinamento e regressioni | come riconoscerle e gestirle serenamente

Basta, non ce la faccio più, adesso ti rimetto il pannolino!

 

Questa è la frase che mi ronza in testa da qualche settimana.
Perché dopo averla cambiata per la quarta volta consecutiva e lavato l’ennesimo paio
di pantaloni e mutandine, presa dallo sconforto vorresti mollare tutto.

Tipo “Figlia mia tieni: questa è la bacinella dove d’ora in poi dimorerai
finché non ti ricorderai come si fa a non fartela addosso!

 

Noi ci siamo dentro in pieno.
Con V è un periodo di incidenti continui.

Non la fa tutta addosso per fortuna, ma abbastanza da doverla cambiare.
E io non so che pesci prendere.

 

Ho provato a non darci peso, perché povera piccola può succedere.
E lei come tutta risposta l’ha presa sul ridere, come se fosse un gioco.
Non ci siamo.

Allora ho provato la linea ferma, dell’ok ma mi raccomando presta attenzione.
Ancora niente.

Alla fine ho tentato la strada del terrore, dicendole che l’avrei mandata a scuola senza pantaloni
o le avrei messo il pannolino.
Come non detto.

 

 

Spannolinamento e regressioni | la parola all’esperta

Prima di peggiorare la situazione, è necessario capire cosa sta succedendo.
Se non fosse solo un caso?
Se dietro a questa regressione ci fosse un malessere inespresso?

 

Meglio dunque rivolgersi ad un’esperta.

Ho chiesto aiuto alla Dottoressa Florinda Lo Piano (esperta in psicologia perinatale nonché autrice
del blog La Psicologa delle Mamme), per comprendere come sia meglio muoversi
in una situazione delicata come questa.

 

 

Spannolinamento e regressioni | pigrizia o malessere?

Innanzitutto buon pomeriggio dottoressa e grazie mille per aver accettato la mia richiesta.

Ecco la mia prima domanda.

Come si fa a determinare se si tratta di una “sfortunata sequenza di incidenti” oppure
di una vera e propria regressione?

Lo sviluppo dei bambini, in ogni ambito di vita, non segue mai una linea retta, non va mai sempre e solo avanti, ma può avvenire che per un certo periodo si arresti o che possano essere fatti dei passi indietro.
Questo accade anche per quanto riguarda l’acquisizione delle competenze sfinteriche: d’improvviso, dopo mesi e mesi dallo spannolinamento, quando il controllo dei propri bisogni era diventato per il bambino la normalità, ritornano frequenti gli incidenti e i genitori ne sono comprensibilmente allarmati.

Per distinguere se si tratti di un semplice incidente o di una piccola fase di regressione, è bene innanzitutto comprendere se il bambino avesse già manifestato in qualche modo di dover andare in bagno e per una questione di tempistica non sia riuscito a trattenerla oltre o se “l’incidente” (o più di uno) sia avvenuto senza alcun segnale precedente.

Mentre nel primo caso può accadere anche non attraversando una fase regressiva, semplicemente per il fatto che i bambini hanno tempi e ritmi che non sempre riescono a coincidere con quelli degli adulti o delle contingenze, nel secondo caso, soprattutto in presenza di ripetuti incidenti, si potrebbe parlare di regressione.

 

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Spannolinamento e regressioni | le possibili cause

Quali sono, dottoressa, le cause più frequenti che portano a questo tipo di comportamento?
Una regressione, di solito, è un meccanismo di difesa che i bambini mettono in atto quando vivono una condizione di disagio.
Potrebbe trattarsi di qualcosa di particolarmente rilevante, come un evento traumatico;
oppure di uno stravolgimento che implica cambiamenti nella sua vita, come potrebbe essere la nascita di un fratellino/sorellina, un trasferimento, tensioni familiari e separazioni dei genitori, l’inserimento al nido o alla materna.
Potrebbe essere un periodo in cui, per vari motivi, il bambino avverte più fatica o stanchezza del solito.
O infine più semplicemente, senza che si tratti dell’espressione di un disagio particolare, il bambino sente il bisogno di maggiori attenzioni e coccole da parte dei suoi genitori e questo è un modo di sentirsi “più piccolo e coccolato”.

 

 

Spannolinamento e regressioni | come comportarsi

A questo punto la domanda che io per prima mi pongo è: come bisogna reagire?
Nonostante la reazione più comune dei genitori sia quella di allarmarsi, è fondamentale mantenere la calma ed il controllo e non farsi prendere dall’ansia: più il bambino sentirà la tensione per ciò che è accaduto, più sarà spaventato e insicuro nelle proprie capacità.

È necessario, quindi, rapportarsi con lui in maniera assolutamente serena, non rimproverarlo, ma mostrarsi comprensivi e rassicuranti (“può accadere, ma non è un problema”), parlare con lui, cercare di capire cosa vuole comunicarci, porsi in una condizione di sincero ascolto e accoglimento di un eventuale disagio.

 

E cosa invece bisogna assolutamente evitare per non peggiorare la situazione?
Urla e rimproveri sono assolutamente da bandire, così come punizioni, umiliazioni, accuse e comportamenti volti a far sentire in colpa, a far emergere in lui il senso di vergogna e l’idea di essere incapace e non degno di essere amato.

Per fare un esempio pratico, no a frasi come
“i bambini della tua età non si fanno la pipì addosso”,
“vedi, gli altri sono più bravi perché la fanno nel vasino”,
“non ti vergogni? I bambini piccoli la fanno addosso, tu sei grande!”,
“se fai ancora una volta la pipì addosso non ti do più bacini/me ne vado/non ti voglio più bene”.

No anche a punizioni, come privare il bambino di un particolare gioco o attività piacevole o
(a mio personale parere, davvero umiliante, ma non così tanto rara)
far asciugare al bambino lì dove ha bagnato.

 

 

Spannolinamento e regressioni | un ultimo consiglio

“Per concludere – dice la Dottoressa – qualsiasi ambito di vita del bambino riguardi la regressione e qualsiasi sia la causa che la scatena, l’amore, il calore, il contatto e le coccole sono sempre la risposta giusta per farlo sentire sicuro e protetto.”

 

 

Spannolinamento e regressioni | per chi vuole approfondire

Grazie ancora alla Dottoressa Lo Piano per la sua disponibilità e per i suoi preziosi consigli.

Per quelle di voi che volessero approfondire l’argomento, vi segnalo
il suo post sullo spannolinamento (lo trovate qui).

 

 

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