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Essere mamma

Addio ciuccio | storia di un colpo di fortuna

Ci avevamo provato a Natale (come potete leggere qui).

Sulla scia delle grandi aspettative Natalizie avevamo convinto V a lasciare il ciuccio a Babbo Natale in cambio di un regalo speciale.

La sera della vigilia tutto era pronto.

C’era un vassoio con dei biscotti, una tazza di latte e persino qualche carota.
Avevamo preparato una apposita scatoletta di cartone, decorata da V, per lasciare il ciuccio, ed era lì sotto l’albero pronta ad accoglierlo.

V sembrava determinata.
Lo aveva raccontato a tutti e aveva persino voluto scriverlo sulla letterina per informare Babbo Natale (credo più per scongiurare il fatto che potesse presentarsi a mani vuote).

Ma, arrivato il momento, non ce l’ha fatta.

E ripensandoci è stato meglio così.

Perché in effetti c’erano già stati molti altri cambiamenti nella sua vita:
l’inserimento al Nido, il papà lontano, e anche lo spannolinamento notturno.

Il ciuccio era la sua piccola ancora di salvezza, il suo porto sicuro, il suo conforto.

 

Facciamo un salto in avanti di 2 mesi ed arriviamo ad oggi.

Siamo in Germania tutti insieme per sbrigare l’ultima burocrazia prima di tornare definitivamente in Italia.

Girando per negozi, un oggetto insolito attira la mia attenzione.

Sembrerebbe una sorta di piccolissimo bite in silicone, ma è appeso vicino ai ciucci.

 

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Sono incuriosita.

Leggo più attentamente (mooolto attentamente dato che le scritte sono in tedesco), e scopro che si tratta di un dispositivo in silicone con una forma appositamente studiata per non interferire con i denti e il palato, pensato per aiutare ad abbandonare il ciuccio, adatto ai bambini dai 2 anni in su.

Sul momento faccio spallucce e lo poso.

Ma qualche giorno dopo, decido di comprarlo.

 

Ovviamente coinvolgendo V nella missione.

“Adesso andiamo a comprare il ciuccio nuovo per i bimbi grandi, perché questo non va più bene”

V contenta mi accompagna al negozio, e trotterella con me verso lo scaffale.

“Vuoi quello rosa o quello verde?”
“Verde!”
“Bene! Tienilo e portalo alla cassa che lo paghiamo ”

Arrivata a casa lo racconta subito a papà, che quindi prende il “vecchio ciuccio ” e prontamente lo fa sparire.

 

Alla sera arriva il momento di provare il nuovo arrivato.

Ad essere sincera non è facilissimo da mettere, quindi sarebbe meglio provarlo quando si è freschi e riposati piuttosto che in un momento di stanchezza e nervosismo.

La posizione è quella del bite.

Quindi dico a V che il ciuccio nuovo va “ciucciato come le fettine di arancia”.

Un paio di tentativi e 10 minuti di pianti dopo, il ciuccio è correttamente indossato.

Si vede che non è comodissimo.
Lo tiene, ma non è proprio la stessa cosa.
E dopo pochi minuti, in dormiveglia, lo toglie.

Ed ecco che avviene qualcosa di incredibile.
Si addormenta. Senza niente.

“Forse era solo molto stanca – mi dico- vedremo domani con il pisolino”

L’indomani, stessa scena.
Ciuccio nuovo in bocca 10 secondi netti, e poi via. E si addormenta.

Sono basita.

Non so spiegare nemmeno io come sia successo.
Eppure eccoci qui: 4 giorni e 8 addormentamenti dopo, e del ciuccio ormai non se ne parla nemmeno più.

 

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Non che abbia mai dato grossi problemi, eh.
Anzi.
Devo dire che il ciuccio mi ha davvero salvato la vita durante l’allattamento, evitandomi qualche centinaio di poppate, portandole a quota 8 anziché 10 al giorno!

E riguardo al possibile ritardo nello sviluppo del linguaggio, beh noi non abbiamo avuto questo problema: V ha detto mamma a 7 mesi, a 12 diceva già 10-15 parole, e ora si lancia in discorsi infiniti che anzi, il ciuccio per lo meno ci regalava qualche minuto di silenzio!

Quindi: addio ciuccio, e grazie tutto!

 

Ora la strategia sarà la seguente:

acquistare un altro ciuccio/bite da lasciare a scuola (perché la ragazza è furba…)

tenere controllata V per assicurarci che non inizi a mettere cose in bocca o a succhiarsi il pollice, cosa che per ora sembrerebbe non accadere.

 

Ci tenevo a condividere con voi questa chicca perché davvero mi aspettavo di dover combattere con questa cosa ancora per molto tempo, e invece è stato tutto molto facile e senza traumi.

Per quelle di voi che fossero interessate, il ciuccio/bite si chiama Stoppi® ed è un prodotto Made in Germany by Dentistar.

 

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E voi, come siete riuscite a togliere il ciuccio?

Raccontateci le vostre esperienze!

 

 

ecco la storia di come siamo riusciti a togliere il ciuccio a V senza fatica e senza drammi!

 

 

3 thoughts on “Addio ciuccio | storia di un colpo di fortuna”

  1. Grazie e’ stato molto molto interessante sono riuscita a togliere il ciuccio ai miei 2 bimbi a 18 mesi non so se ci riusciro’ con la nuova arrivata.
    Se dovessi cercare questo “semiciuccio” come si chiama?

  2. Col primo figlio non abbiamo avuto problemi né di ciuccio né di biberon, perché non li ha mai voluti, ma in compenso fino a 21 mesi mi ha fatta allattare con sveglie notturne infinite! La seconda ha 10 mesi, idem, a 6 mesi beveva dal bicchiere dei grandi, ma se non molla di poppare, giuro che le do il ciuccio!!

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